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La medicina dello
sport attraverso
i secoli


Articoli a cura dell'Associazione Medico Sportiva di Trapani
Via Guglielmo Marconi, 214 - Tel. 0923.531962
Presidente: Dr. Francesco Paolo Sieli

Dr. Francesco Paolo Sieli
Specialista in Medicina dello Sport

ANEMIA E SPORT

L'anemia nello sportivo esprime l'alterazione dei parametri ematologici in corso di attività sportiva intensa. Tale quadro trova conferma dallo evidenziarsi in atleti praticanti sport aerobico di resistenza, di modificazioni dell'emoglobina soprattutto come effetto di alterazioni del ricambio marziale.
Si manifesta con tre differenti aspetti clinici:
- pseudoanemia (legata ad emodiluizione);
- anemia acuta;
- anemia cronica.

La pseudoanemia diluizionale (evidenziata da studi condotti con metodiche radioisotopiche) è un quadro clinico dimostrato in atleti di entrambi i sessi, e si manifesta con l'inizio degli allenamenti che coincide con un' espansione del volume plasmatico compreso tra il 10 ed il 20%. Si tratta di una semplice risposta fisiologica all'attività fisica aerobica, sufficiente per spiegare il calo dei livelli di emoglobina (Hb), e priva di significato patologico.
Si accompagna infatti ad un incremento della massa eritrocitaria assoluta con un quadro di iperplasia del midollo emopoietico.
La somministrazione di un supplemento di ferro durante la stagione agonistica non previene il calo dell'emoglobina ad ulteriore riprova del significato puramente diluizionale di questa pseudoanemia.
Questo incremento del volume plasmatico è transitorio, e scompare infatti dopo pochi giorni dalla cessazione dell'attività.
Il suo significato è ben lungi dall'essere patologico infatti grazie a questa emodiluizione, la gettata cardiaca risulta migliorata così come l'ossigenazione dei tessuti e la termoregolazione, mentre la viscosità sanguigna ovviamente è diminuita.

L'anemia acuta è un aspetto clinico configurabile con una rapida e non sempre modica riduzione del contenuto emoglobinico dell'organismo, determinato dall'esercizio fisico intenso.
Questo fenomeno definito impropriamente "anemia da marcia", è dovuto a lunghe marce che sono la causa del determinismo di emoglobinuria.


La sua genesi va ricercata nell'accentuazione della fisiologica quota di emolisi intravascolare per effetto di fattori meccanici (quale contrazione muscolare, e ripetuti traumatismi contro una superfice rigida), di alterazioni morfologiche degli eritrociti e/o loro ridotta deformabilità, per ipertermia ed acidosi lattica.
Accanto a questi aspetti fisiologici vanno considerati, nell'ambito delle forme acute, anche quegli aspetti clinici derivanti da perdite improvvise e talora abbondanti di sangue dal tratto gastroduodenale riferibili a sofferenze del tubo digerente per cause "meccaniche" (microtraumi e torsioni intestinali durante gli esercizi fisici), quanto "ischemiche" (ridotto afflusso di sangue dovuto alle masse muscolari nel corso dell'esercizio), che farmacologiche (uso di farmaci antinfiammatori non steroidei o altro).
L'anemia cronica nello sportivo trova cause diverse nel suo determinismo, quali effetti nutrizionali, microemorragici del tratto gastroduodenale e/o urinario, anomalie della morfologia eritrocitaria.
Tra i deficit nutrizionali a giocare un ruolo predominante sono l'uso di diete incongrue associate ad attività fisica prolungata ed intensiva che portano a carenza di vitamina B12 ed acido folico (anenia macrocitica), e le alterazioni del ricambio marziale.
Il ricambio continuo del "ferro" soprattutto a seguito di attività sportive aerobiche di durata, possono portare ad esaurimento dei depositi di ferro , per cui sembra che un supporto ulteriore di ferro sia necessario quando ricorrano le condizioni predisponenti (quali atleti di sesso femminile in cui il ciclo mestruale rappresenta una cronica ed importante via di eliminazione del ferro).
La genesi di una forma carenziale da ferro può verificarsi attraverso tre meccanismi :
- perdita ;
- mancata introduzione;
- mancato assorbimento.
Tra le perdite sicuramente le microemorragie del tratto gastrointestinale possono rappresentare un'importante causa di deficit marziale nei maratoneti e nei fondisti, dovuto a:
- transitoria ischemia del tratto gastroenterico per ridotta irrorazione
splancnica nel corso dell'esercizio;
- lesioni gastriche (gastrite erosiva);
- uso di F.A.N.S.
Indipendentemente però dal fatto che tracce di sangue nelle feci siano facilmente riscontrabili al termine di una gara, non è sufficiente a chiarire la riduzione del patrimonio marziale dell'atleta.

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