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La medicina dello
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Articoli a cura dell'Associazione Medico Sportiva di Trapani
Via Guglielmo Marconi, 214 - Tel. 0923.531962
Presidente: Dr. Francesco Paolo Sieli

Il seguente articolo è tratto dal 3° Convegno Mediterraneo di Medicina dello Sport.

APPROCCIO CLINICO ALLA RACHIALGIA

Dr. Raffaele Torre
Dirigente medico Reumatologo
Azienda Ospedaliera “S. Antonio Abate” - Trapani.


La rachialgia rappresenta un delle patologie muscoloscheletriche che più frequentemente motivano l’accesso del Paziente ad uno studio medico.
Un corretto approccio diagnostico a tale situazione clinica rappresenta, come in ogni altra patologia, la premessa fondamentale ad una terapia adeguata e razionale.
La raccolta di un’anamnesi completa prevede informazioni, oltre che su importanti patologie familiari e su notizie di ordine fisiologico, più specificamente su patologie pregresse o di base quali, ad esempio, recenti infezioni, interventi chirurgici o traumi, febbre, disturbi addominali ed irregolarità dell’alvo, disturbi della minzione e della sfera ginecologica. Non va dimenticato, a tal proposito, come il dolore alla colonna possa essere anche di carattere “riflesso”, a testimonianza di affezioni “a distanza” che non interessano in modo diretto lo stesso distretto scheletrico.
Una rilevanza significativa riveste l’anamnesi lavorativa ove possano essere evidenziate attività e posture che possano essere messe in relazione alla rachialgia stessa.
Di fondamentale importanza è poi l’anamnesi del dolore dalla quale va ricavata la natura dello stesso e le sue caratteristiche di sede, di diffusione, di evoluzione nel tempo e nelle varie posture: ciò consente, con ottima approssimazione, di discernere da un dolore di tipo “meccanico”, tipicamente da carico, da un dolore “infiammatorio”, presente anche a riposo, specie nelle ore notturne; il primo caratterizzato da una rigidità mattutina di breve durata, a differenza del secondo che manifesta una rigidità prolungata, tipica delle forme infiammatorie.
L’esame clinico del Paziente con rachialgia prevede, nell’ordine, la valutazione delle alterazioni statiche come la lunghezza degli arti inferiori, l’inclinazione del bacino, l’attento esame nella posizione eretta; da non dimenticare l’esame dell’espensibilità toraciche che può ridursi, in modo anche consistente, nella spondilite anchilosante. Va verificata poi la presenza di dolore alla percussione o alla compressione locale dei segmenti vertebrali e delle articolazioni sacro-iliache.
La valutazione funzionale del rachide prevede tutti i movimenti del tronco sul bacino (flessione, estensione, rotazione del tronco sul bacino): di importanza fondamentale l’esecuzione del test di Schober per misurare la motilità in flessione anteriore del tronco sul bacino. Vanno poi ricordate le manovre di Lasegue e di Wassermann, importanti strumenti di valutazione di eventuale compromissione di tipo radicolare a cui vanno aggiunti ulteriori approcci di tipo neurologico quali la valutazione del tono e del trofismo muscolare, dei riflessi, della sensibilità e della motilità degli arti inferiori.
Le indagini di laboratorio essenziali nella diagnostica del rachide, oltre che tutte quelle mirate ad eventuali patologie concomitanti o sospettate nel corso della raccolta dei dati anamnestici, sono rappresentate dalla determinazione degli indici di flogosi, della fosfatasi alcalina, della calcemia, della fosforemia, etc.
La diagnostica per immagini di primo livello prevede l’esecuzione di radiografie standard, da sole spesso sufficienti a concedere importanti notizie; in una certa percentuale dei casi è necessario approfondire l’iter diagnostico con metodiche più complesse quali Tomografia assiale computerizzata, Risonanza magnetica, Scintigrafia ossea. Talora necessario completare le indagini con una valutazione neurologica strumentale, specie con un esame elettromiografico degli arti inferiori.
Il corretto approccio diagnostico consente di evidenziare una vasta gamma di patologie che interessano la colonna vertebrale.

MALFORMAZIONI
1. Malformazioni della cerniera cervico-occipitale:
- Occipitalizzazione dell’atlante
- Impressione basilare
- Dislocazione atlanto-epistrofea.
2. Malformazioni della cerniera cervico-dorsale:
- Costa cervicale
3. Malformazioni della cerniera lombo-sacrale:
- spondilolisi della V lombare
- spondilolistesi
4. Blocco vertebrale
5. Spina bifida occulta
6. Stenosi congenita del canale rachidiano
7. Morbo di Scheurermann
8. Scoliosi ( strutturali e non strutturali ).

Come ovvio tutte queste condizioni, prettamente meccaniche e spesso peraltro asintomatiche, possono in modo variabile giustificare l’insorgenza di rachialgie.

RACHIALGIE DI ORIGINE NON MECCANICA:
1. Discite infettiva ( tbc, brucella )
2. Osteomielite vertebrale
3. Ascesso epidurale
4. Morbo di Paget
5. Spondilite anchilopietica
6. Artropatia psoriasica
7. Sindrome di Reiter
8. Artriti eteropatiche ( Colite ulcerosa, Morbo di Crohn )

RACHIALGIE DI ORIGINE MECCANICA
1. Ernia del disco
2. Fratture vertebrali
3. Artrosi
4. Iperostosi idiopatica
5. Spondilolistesi e spondilolisi
6. Stenosi del canale vertebrale
7. Lombalgia comune o semplice

Nella diagnosi differenziale di una rachialgia va considerata sempre l’ipotesi di una Osteoporosi complicata da eventi fratturativi, talora di entità tale da inquadrarli come microfratture a differenza delle classiche deformità tipiche della malattia osteoporotica. In tale circostanza va considerata la necessità di sottoporre il Paziente a Mineralometria ossea e, ove opportuno, alla determinazione dei markers dell’attività metabolica dell’osso, oggi disponibili, onde porre la diagnosi più corretta possibile al fine di una adeguata scelta terapeutica.

Infine va ricordato come la colonna vertebrale rappresenti la possibile sede di patologie di tipo neoplastico sia di carattere primitivo che metastatico (mammella, prostata, etc.).
Una auspicabile corretta metodologia clinica nella scelta progressiva e razionale dei vari strumenti diagnostici garantisce, oltre che una diagnosi di certezza ed una opportuna terapia eziologia, anche la possibilità di razionalizzare l’impegno economico che le rachialgie rappresentano per le istituzioni sanitarie ai nostri giorni.

Riferimenti bibliografici

Klippel-Dieppe, RHEUMATOLOGY.
Pellegrini, SEMEIOTICA REUMATOLOGICA.
Hunder, ATLANTE DI REUMATOLOGIA.
Todesco, MALATTIE REUMATICHE.
Caporali, LA LOMBALGIA.

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